I colori dell’anno liturgico

Per quanto riguarda le differenze di colore nei paramenti si deve tener conto dell’anno liturgico ad esempio il bianco, uno dei colori più ricorrenti tra i paramenti liturgici, è utilizzato giornalmente dai sacerdoti. Simbolo della gioia, della purezza derivante dalla Fede e della Risurrezione, il bianco è obbligatorio durante il Natale, il Giovedì Santo, la Solennità della Santissima Trinità, le Feste del Signore non legate alla Passione, le Feste Mariane, le Feste degli Angeli, la Natività di San Giovanni Battista, le feste dei Santi non martiri o confessori della fede, la Festa della Cattedra di San Pietro, la Festa della Conversione di San Paolo, tutti i Santi, nel Sacramento del Battesimo, dell’Ordine e del Matrimonio, nel Sacramento dell’Eucarestia, nell’Adorazione eucaristica, in tempo di Pasqua e infine per il Sacramento dell’Unzione degli infermi.

Il colore verde è di uso obbligatorio nelle domeniche e festivi del tempo ordinario e dopo il bianco è il colore prevalente che accompagna il cammino quotidiano dei sacerdoti. Il suo significato è il simbolo di speranza, di ascolto perseverante e di costanza.

Nel periodo vicino alla Pasqua invece viene utilizzato il rosso come simbolo della passione di Cristo e del sangue versato nel martirio da Gesù e dai santi, il colore rosso viene utilizzato infatti per la Domenica delle Palme, il Venerdì Santo, la Pentecoste, ma anche nelle celebrazioni dedicate alla Passione del Signore, alle feste degli Apostoli, degli Evangelisti e dei Santi Martiri. È di uso facoltativo invece per le Messe votive dello Spirito Santo e per i funerali del Papa.

Per il periodo dell’Avvento e della Quaresima o talvolta nella Commemorazione dei defunti e nelle Messe da Requiem in sostituzione del nero si utilizzano paramenti sacri di colore viola  che richiamano il lutto, la penitenza e l’attesa. Meno utilizzati infine sono i paramenti di colore rosa ottenuto idealmente dall’unione del viola, simbolo di penitenza, e del bianco, utilizzato nelle celebrazioni di festa. Il rosa è considerato la trasposizione in materia della sosta nel cammino di penitenza e di attesa, con la possibilità di interrompere il digiuno che richiede la Quaresima. Viene utilizzato facoltativamente per la Domenica Gaudete (III Domenica di Avvento) e la Domenica Laetare (IV Domenica di Quaresima).